Facebook o Instagram

Facebook o Instagram?

Facebook o Instagram

Qual è il migliore per la tua attività?

Facebook, Instagram, e-mail, SMS, blog, Pinterest, Twitter e molti altri.

Oggi abbiamo a disposizione centinaia di strumenti, piattaforme e canali con cui possiamo comunicare ai nostri stakeholder, che siano clienti o investitori.

Il problema principe rimane però sempre lo stesso: come scegliere il canale più adatto?

Facebook ed Instagram sono rispettivamente il terzo ed il quarto social nella classifica dei più usati; indovina quali sono i primi due?

In fondo all’articolo, troverai quali sono i primi due!

 

Facebook o Instagram: essere ovunque non serve

Scegliere quale social o piattaforma sia la migliore per la comunicazione è il primo dei passi da compiere per un’eccellente strategia di marketing. Con il giusto budget e competenze, si potrebbe rispondere perché non sceglierli tutti?, e così, di impatto, sembrerebbe la migliore risposta; certamente, qualunque sia l’attività, la presenza ed il lavoro su tutti i Social Network, sui vari marketplace ed il proprio sito Internet sarebbero consigliabili. Tuttavia, a meno che non si tratti di una multinazionale come la Nike o la Apple, chi può davvero permettersi una mole di lavoro ed un costo così esorbitante?

Facebook o Instagram

Parola d’ordine: efficienza

L’obiettivo del Functional Marketing è proprio quello di ottimizzare al meglio le risorse a disposizione, ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo economico; per questo motivo, la scelta simbolica tra Facebook o Instagram, e quindi tra tutti i canali comunicativi a disposizione, è quanto mai delicata ed assume un’importanza strategica.

Per comprendere a fondo questo passaggio, è utile evocare un pioniere della mediologia, un filosofo e sociologo che ha rivoluzionato la teoria della comunicazione, ovvero Marshall McLuhan.

 

«Il medium è il messaggio»

Il 1964 è l’anno cruciale: McLuhan pubblica il suo capolavoro, Understanding Media, un mosaico di concetti che ruotano tutti intorno alla stessa idea, ovvero che il medium stesso, cioè del mezzo di comunicazione, sia il messaggio.

Il principio di McLuhan è ovviamente molto più articolato e complesso di questo; nell’ottica del filosofo, anche l’elettricità può essere considerata come un mezzo puro senza alcun contenuto. Difatti, egli concentrava l’attenzione dei sui studi sulla particolare struttura con cui ogni mezzo di comunicazione organizza il proprio flusso informativo.

Volendolo attualizzare, possiamo prendere decine di esempi a suffragio di questa tesi.

Eccone qualcuno

Un capo d’azienda che utilizza un’auto costosa per i suoi spostamenti; la copertina di un libro per bambini, più colorata e vivace di quelle degli altri libri; le rose rosse che tradizionalmente si regalano alla persona amata, anziché i tulipani o qualsiasi altro fiore.

L’auto, la copertina di un libro e le rose sono propriamente media, ovvero mezzi di comunicazione; ed ognuno di essi, nell’atto comunicativo, porta con sé un messaggio chiaro e forte. L’auto costosa reca con sé il messaggio di potere, di benessere; la copertina dice agli utenti della libreria che quel libro è per bambini; i fiori, poi, hanno un loro linguaggio ben codificato, e le rose rosse simboleggiano appunto l’amore.

Esempio per gli e-commerce

Anche il packaging di un prodotto è un chiaro esempio dell’importanza del contenitore del messaggio: come valuteresti un prodotto che ti arriva a casa imbustato in un sacchetto per la spazzatura? Ed un prodotto, invece, che ti arriva in una scatola con il logo dell’azienda, con un piccolo messaggio di ringraziamento all’interno? Nel primo caso, è facile immaginare che non comprerai più; nel secondo, non vedi l’ora di riacquistare da quel negozio.

Dopo 56 anni, McLuhan è ancora attuale?

Il pensiero di McLuhan, nonostante abbia superato la veneranda età dei 56 anni, rimane potentemente attuale, e può essere applicato in qualunque ambito della comunicazione; volgiamo ora l’attenzione sulla comunicazione applicata al marketing.

Se McLuhan dovesse rispondere alla domanda Quale social è il migliore per pubblicizzare la mia attività? Facebook o Instagram?, sicuramente risponderebbe Dipende; e questa è davvero l’unica risposta sensata che ha questa domanda.

Nell’ottica di una strategia di comunicazione, che sia per un negozio, un professionista o un’associazione, ben prima di concepire i contenuti, bisogna ragionare sui contenitori.

 

Facebook o Instagram: scatole simili, contenuto diverso

Per scegliere, quindi, i canali più appropriati alla nostra comunicazione, dobbiamo prima analizzarli con cura, per poi poter scegliere il più adatto.

Prendiamo in esame due Social Network tra i più usati al mondo, Facebook ed Instagram; tutti conoscono queste piattaforme e tutti le sanno usare, ma quali sono le reali differenze? Perché si preferisce usare l’una, piuttosto che l’altra?

Facebook o Instagram

L’arma in più: l’analisi della comunicazione

Esistono diversi parametri, e per studiarli, ci viene incontro uno strumento particolarmente potente, ovvero l’analisi della comunicazione; in questo particolare caso, è bene avvalersi del lavoro del prof. Franco Rositi, ordinario di sociologia presso l’Università di Pavia, che ci consente di analizzare i Social Media con la sua analisi del contenuto del terzo tipo, in cui l’unità di analisi è inscindibile dall’unità di contesto.

Tabella riassuntiva dell’analisi

Facebook Instagram
Numero utenti 16 milioni 19 milioni
Fascia età più presente 35 – 46 anni 19 – 24 anni
Contenuto Primario Testuale Visuale
Contenuto Secondario Visuale Testuale
Tipi Reazioni Disponibili 7 (like, love, sigh etc) 1 (il solo like/love)
Integrazioni Aziendali Possibili (es. Prenotazioni) Non possibili
BOT risposte automatiche Presenti (ma consentiti) Presenti (ma vietati)

Questa è solo una parte dell’analisi possibile, e già con questi pochi dati possiamo trarre diverse conclusioni.

Per prima cosa, il target; se il tuo è un prodotto o servizio rivolto ai giovani, Instagram è preferibile; se invece ti rivolgi ad un pubblico più maturo (e soprattutto con maggiori possibilità di spesa), forse sarebbe preferibile Facebook.

Inoltre, dipende anche dal tipo di servizio che offri: se vendi scarpe alla moda, Instagram, che favorisce l’aspetto visuale, sarebbe l’ideale; se tuttavia offri consulenze fiscali o legali, non puoi assolutamente permetterti di non essere su Facebook (e LinkedIn!).

Facebook e Instagram…?

Se invece vendi un prodotto adeguato per entrambi i Social, quali criteri andrebbero presi in considerazione?

Ovviamente, quelli legati alla comunicazione! Una ditta che esegue lavori edili può concentrarsi su contenuti fotografici delle sue realizzazioni (e quindi optare per Instagram), oppure dare una comunicazione più rivolta all’informazione, magari condividendo e spiegando i bandi comunali per le ristrutturazioni domestiche su Facebook.

 

La Domanda non va posta ad un’agenzia, ma ai tuoi fan!

La scelta non è semplice, e bisogna considerare davvero tutto: il prodotto, il target, il messaggio, ma anche le proprie e specifiche competenze! Se vuoi investire il tuo tempo pubblicando su Instagram, assicurati prima di avere le competenze necessarie per farlo, e quindi saper e poter realizzare contenuti grafici di buona qualità (no, le fotocamere degli smartphone non sono sinonimo di buona qualità!).

Anche la semplice pubblicazione dei contenuti è un fattore delicato. Ogni Social ha le sue regole nascoste circa la pubblicazione, ignorate dai non addetti ai lavori; ci sono degli orari specifici per pubblicare in base al target ed al prodotto; ci sono delle parole, delle keywords, che se usate correttamente possono aumentare la copertura di un post, o in caso contrario possono affossarla.

Attenzione all’immagine

La scelta su dove investire maggiori risorse tra Facebook o Instagram è quindi una conseguenza del tipo di prodotto o servizio che si vuole fornire, del tipo di comunicazione, del target di riferimento e dell’immagine che vuoi costruire intorno alla tua attività.

Se vuoi aprire la tua attività ad un pubblico più giovanile, sceglierai sicuramente di investire di più su Instagram; ma sei proprio sicuro di aver costruito un’immagine abbastanza giovanile per quel target? Sei sicuro di conoscere i trend, i linguaggi e le mode dei giovani di oggi?

Per queste e le altre centinaia di domande che ti sono venute in mente leggendo questo articolo, puoi contattarci cliccando QUI e porci tutte le domande che desideri.

P.S. non ci siamo dimenticati

Il primo social al mondo è WhatsApp (ad oggi posseduto da Facebook).

Perché? il motivo è semplice: la conversazione privata one – to – one o in gruppi di pochi intimi è ancora preferita rispetto ai social generalisti. Tuttavia, WhatsApp è un eccellente piattaforma di comunicazione e advertising se nelle mani giuste, con possibilità di conversione tre volte superiori ai social canonici.

Il secondo social più utilizzato al mondo è invece Youtube, poiché garantisce un intrattenimento sempre perfettamente in linea con i nostri gusti, grazie ad un algoritmo estremamente accurato.

In fin dei conti, malgrado gli imperativi “Condividi” e “Be Social”, la maggior parte degli utenti continuano a sfuggire ai Social troppo affollati e pubblici, preferendo ambienti più privati e personali.

 

Sitografia

Per la vita e le opere di Marshall McLuhan, visita la sua pagina Wikipedia qui.

Se vuoi sapere come utilizzare correttamente i Social Media, vai qui.

Per un approfondimento su Google My Business, una validissima alternatica a Facebook ed Instagram, puoi leggere il nostro articolo qui

Come esempio di strategia che abbracci tutti i canali, consigliamo di prendere in esame la Nike, il cui sito è raggiungibile qui.

Per un approfondimento sulla terminologia, consulta il nostro glossario, raggiungibile qui.

Bibliografia

M. McLuhan, Understanding Media: The Extensions of Man, Amburgo (Germania), Gingko Press, 1964.

M. Pireddu, M. Serra (a cura di), Mediologia, Napoli, Liguori Editore, 2012.

V. Gentili, Strategie e tattiche di Facebook Marketing, Palermo, Flaccovio Editore, 2016.

M. McLuhan, The Gutenberg Galaxy: The Making of Typographic Man, Londra, Routledge & Kegan Paul, 1962.

E. Amaturo, G. Punziano (a cura di), Content Analysis, Milano, Ledizioni, 2013.

F. Rositi, L’analisi del contenuto in F. Rositi, M. Livolsi, «La ricerca sull’industria culturale» , Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1988, pp. 59-94.

Comments are closed.