Usare i Social

Come usare i Social

Come usare i Social
per la tua attività

La necessità di essere unici: è utile usare i Social Media per aiutare la propria attività?

Prima di tutto, occhio all’offerta proposta

Il 90% delle persone che ci chiedono una consulenza iniziano la conversazione dicendo Vorrei fare qualcosa di diverso. Abbiamo un’ottima notizia: questo è un gran punto di partenza!

Abbiamo precedentemente affrontato la tematica del bisogno latente o palese (puoi leggere l’articolo qui), di come i clienti entrano nel processo di acquisto mossi da un bisogno più o meno necessario che gli si presenta; ma una volta entrati, a cosa dobbiamo il peso della scelta?

Usare i Social

Fig. 1 Grafica illustrativa della USP, che incrocia la domanda dei consumatori con la migliore offerta dell’attività.

Prendiamo una pizzeria, il suo menù, il suo locale, e mettiamoli a confronto con altre pizzerie. Cosa inciderà di più sul processo di scelta?

O ancora: di fronte ad uno scaffale con tante marche, perché ne scegliamo una piuttosto che un’altra, pur consapevoli che si tratta del medesimo prodotto?

La riposta è più semplice di quanto si pensi, e si chiama Unique Selling Proposition (USP), in Figura 1.

Che cos’è la USP?

La USP è l’insieme delle peculiarità del tuo servizio o prodotto che lo rendono unico e riconoscibile nonché diverso dalla concorrenza.

Sebbene se ne riconosca l’importanza, è spesso difficile, soprattutto quando il budget è ridotto, mettere insieme azioni simultanee che rispondano a un solo mantra: l’unicità.

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Fig. 2 Avere a disposizione uno spazio ben visibile può rendere l’attività competitiva, ma comporta un sostanzioso dispendio di risorse.

Per una pizzeria ad esempio, non basterà la presenza di una pizza speciale nel menù affinché Alberto decida di prenotare lì e non altrove; magari la sua unicità potrà essere ricercata nel rumore delle onde che si apprezza dalla terrazza panoramica… Perfetto, abbiamo trovato l’unicità!

Ma adesso come far sapere ad Alberto che in città c’è una pizzeria, che oltre a fare una buona pizza (come tante altre pizzerie) è proprio il posto giusto per la sua serata speciale in terrazza?
A questo punto potremmo dirvi che usare i social network sia di fondamentale importanza, cosa vera, purché considerata nel suo insieme.

Pensare alla tua attività sui social network come se fosse una vetrina o uno scaffale rende bene l’idea. Se ho a disposizione uno spazio ben visibile (Figura 2), essere presente mi rende competitivo, essere unico mi rende la scelta obbligata da parte del cliente! (Figura 3)

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Fig. 3 L’unicità del prodotto rende nulla la competizione da parte degli altri concorrenti.

C’è troppo rumore, bisogna limitarlo

In un contesto socio – storico in cui la molteplicità degli stimoli provenienti da ogni parte minano la corretta recezione del messaggio, il modello di comunicazione semplice di Shannon e Weaver (Figura 4) viene alterato e si rischia che il messaggio, che vogliamo venga consegnato al nostro cliente tra le varie fonti di rumore della rete (per esempio, i nostri competitors), vada semplicemente perso.

Per questo è fondamentale che, oltre a creare il messaggio giusto e inviarlo attraverso un mezzo consono (per avere un’idea di quale sia il mezzo di comunicazione ideale, leggi il nostro articolo a riguardo qui), ci sia un lavoro ad hoc per raggiungere quanti più clienti giusti possibili e aumentare la probabilità che escano dal processo di acquisto con il tuo prodotto o servizio.

In questi esempi ci sono alcune tips da tenere sempre presenti:

  • L’unicità è alla base di un buon progetto imprenditoriale;
  • La presenza online è inevitabile per arrivare al destinatario dell’informazione;
  • Essere solo presenti online non cambierà la situazione;
  • Essere social e far arrivare il messaggio, è un lavoro a tempo pieno.
Il Modello Shannon Weaver

Fig. 4 Il Modello di Shannon Weaver illustra come avviene la trasmissione di qualunque messaggio e l’interferenza causata dal rumore.

Come usare i Social: la differenza tra pagina e profilo

Perché si possa iniziare a parlare di una strategia social, bisogna fare una differenza importante, perché l’errato punto di partenza è il primo sbaglio che spesso viene effettuato da chi mette in piedi da solo la propria identità digitale.

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Fig. 5 Esempio di Target: Uomini; che vivono nel raggio di 10 km dall’attività;
con età maggiore di 25 anni; che hanno come interessi il mare e la pizza.

Il profilo privato e la pagina aziendale non sono la stessa cosa, e soprattutto non hanno gli stessi scopi e le stesse funzionalità. Avere una pagina pubblica aziendale, che sia su Facebook o Instagram, ci permette prima di tutto di poter consultare informazioni fondamentali alla nostra strategia: gli Insight, ovvero dati e statistiche sull’andamento dei contenuti, sul pubblico e tanto altro; pertanto, saperli leggere diventa fondamentale.

Lo scopo della nostra pizzeria in fase di apertura, ad esempio, sarà creare un evento e sponsorizzarlo per arrivare ad Alberto, il quale sta cercando da giorni il posto giusto ma non conosce quella pizzeria, e non la segue sui social.

Arrivare ad Alberto può essere non sempre possibile, ma arrivare all’ Alberto Tipo, sarà molto più semplice con una pagina aziendale.
Una volta definito a chi vogliamo rivolgerci (Figura 5), basterà decidere il budget della sponsorizzata in base a quante persone di questo tipo vogliamo raggiungere.

 

Ho la cassetta piena di attrezzi. E adesso come li uso?

Il Piano Editoriale, lo strumento essenziale per usare i social

Il passo successivo, necessario per l’organizzazione dei contenuti è il Piano Editoriale (PED).

In breve: COSA – COME – DOVE – QUANDO – PERCHÉ postare.

Ci dispiace dirvelo ma: non c’è una formula magica né tantomeno una formula univoca per tutti.

Ogni attività, considerati gli obiettivi e tutti gli altri fattori caratterizzanti il Business Plan, avrà una differente frequenza di pubblicazione e visibilità sui social; talvolta si potrebbe addirittura optare per una totale assenza da una piattaforma che non risulta efficace per comunicare il messaggio; perché è sempre bene tenere a mente che la presenza online non è fine a sé stessa ma finalizzata a comunicare con i potenziali clienti.

Stabilire una linea editoriale è un po’ come scrivere per un settimanale o ancor meglio un mensile: ogni contenuto viene prima pensato, verificato, concordato e alla fine prodotto.

Il risultato finale sarà produttivo solo se ben coordinato; per lavorare con i social network è importante curare i contenuti (testo, grafica, foto o video), avere la continuità di pensiero, investire in sponsorizzate e contenuti speciali – promozionali laddove opportuno e necessario.

Non è così semplice come si pensa

Iniziamo quindi a fare una differenza: i contenuti che si postano sui social non sono tutti uguali; non intendiamo la più banale differenza tra video e foto, bensì variazioni di dimensioni, colori, posizioni, concept e tutto quello che ruota sulla struttura del Social Network in questione. Una volta concordato che ogni contenuto social viene scelto a monte, procedere alla creazione è un processo che coinvolge più professionisti, di cui almeno:

Il lavoro di squadra

  1. Social Media Manager: è colui che mantiene la visione d’insieme, il collegamento tra la comunicazione online e le esigenze dell’attività. Crea i piani editoriali in linea con gli obbiettivi societari, incrociando i dati Insight e stabilendo quanti dovranno essere i contenuti, cosa tratteranno e addirittura l’orario in cui sarà più efficace pubblicarli.
  2. Content Manager: Si occupa di creare materialmente il contenuto delle pubblicazioni dal punto di vista grafico/visuale; deve quindi essere indirizzato per improntare lo stile grafico al piano editoriale!
  3. Copywriter: se il content manager produce i contenuti grafici, il copywriter si occupa invece di produrre il testo, a cominciare dalla scelta del font alle parole più incisive da usare.
  4. Art – Director: è il collante tra il social media manager e la produzione, cioè il copywriter ed il content manager; è lui che riceve le istruzioni e controlla la sinergia tra i testi ed i contenuti visuali.
  5. Site/E – Commerce Builder: Se l’attività comprende anche un sito o un e-commerce, come vedremo più avanti, la presenza di questa figura è indispensabile affinché dai social venga generato un traffico verso il sito e possa quindi tradursi in conversioni.
  6. Fotografo e/o Videografo: Coloro che producono video e foto, con attrezzature professionali; devono seguire le direttive sia dell’art – director che del content manager, al fine di creare un buon materiale sul quale entrambi possano lavorare agilmente.

Si capisce facilmente: non è semplice coordinare tutto; eppure la buona riuscita del lavoro del team significherà per te una sola cosa: il successo del tuo investimento!

Ma quindi posso guadagnare  se imparo ad usare i social?

Usare i social per la mia attività può bastare da solo?

Impossibile pensare ai social come un mezzo di immediato Do Ut Des (dai per ricevere), perché sono pochi i risultati subito visibili; ma la pazienza e la costanza possono portare a frutti insperati e protrarsi nel tempo, contribuendo a dare spicco alla tua attività e alla sua immagine.

Inoltre, se la tua attività utilizza come mezzo di vendita un e-commerce, ancora di più la potenza dei social sarà utile a diffondere i tuoi prodotti alle persone che li cercano, o che semplicemente li desiderano.

Come nel Piccolo Principe

è il tempo che si dedica alla propria rosa che la rende così importante

Usare i social di per sé non ti permette di guadagnare, non sono la tua attività, ma il buon uso finirà per supportarla a tal punto che non potrai farne a meno; al punto, cioè, che l’assenza sarà avvertita dai tuoi clienti.

E se usare i social network non dà i frutti sperati?

Fai come i granchi.

Cammina a ritroso per cercare l’errore, perché sicuramente c’è qualcosa che può esser fatto in modo migliore, e non sempre questo riguarda la gestione dei social. Talvolta, gli errori vengono fatti in partenza; ricordi quando abbiamo parlato di USP? Bene! Parti dall’inizio del progetto ed esamina, passo dopo passo, il tuo percorso.

Usare i Social

In fondo il successo è come una formula matematica: solo con i fattori giusti si giunge a una risposta esatta!

La strategia è il core

Ci sono diversi modi per valutare se usare i social stia dando i suoi frutti, ma è fondamentale fidarsi di professionisti e della loro consulenza per saperlo.

È sempre importare ricordare quali sono gli obiettivi di partenza: se ad esempio la strategia è ideata per portare più persone al tuo punto vendita, non è una sconfitta non vedere i like della tua pagina aumentare; semplicemente non era l’obiettivo dell’investimento.

Così come scegliere un social sacrificandone altri, non è sinonimo di poco lavoro ma di ottimizzazione del budget e capacità di intercettare il pubblico dove ne sarà maggiormente coinvolto.

Pensare che alcuni grandi marchi investono più in email marketing che in social, ne è un esempio concreto.

Percorrere una strada di investimento pubblicitario online non è quasi mai una passeggiata. C’è bisogno di saper leggere tra le righe per sapere se vale la pena continuare a salire: il lavoro di un professionista sta nello scegliere la giusta strategia a favore del tuo investimento; provare per credere.

 

Sitografia

Una lista delle 10 professioni che lavorano nel Web è disponibile qui.

Se vuoi approfondire su Google My Business, il Local Social Media di Google, leggi il nostro articolo qui.

Per capire come scegliere tra Facebook, Instagram e gli altri Social Media, leggi qui.

Per un approfondimento sulla terminologia come USP, email marketing ed altro, consulta il nostro glossario, raggiungibile qui.

Bibliografia

F. Tizian, Comunicare – Dalla pubblicità a Internet, Bologna, Zanichelli, 2012.

M. McDonald, M. Meltrum, Il linguaggio del marketing. Concreto, snello, efficace , Milano, Tecniche Nuove, 2013.

G. Vaynerchuk, Social media storytelling. Come raccontare la tua storia nel mondo rumoroso dei social, Unicomunicazione.it, 2019.

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